A nulla sono valse le nostre proteste per scongiurare l'abbattimento degli alberi di Via Giorgione al Lido di Spina afferma Marino Rizzati di Legambiente, l'azienda proprietaria dei terreni che dovranno essere adibiti a struttura turistica (già titolari del Michelangelo Resort sempre a Spina) non ha desistito nel portare a termine i propri impegni.
E' un'iniziativa assai anomala quella che coinvolge un tratto verde della nostra costa, da una parte un imprenditore che investe e con qualità sul territorio creando strutture ricettive che lavorano e stimolano attività occupazionali per gran parte dell'anno, dall'altra l'ambiente, la preservazione di un habitat che la legge e la burocrazia ritengono di serie B e quindi sacrificabile.
Da una situazione di stallo apparente da questa mattina (martedì 22 Dicembre) si è passati
ai fatti, con gli operai che entrando nel cantiere recintato da giorni hanno iniziato ad abbattere una quindicina di alberi per iniziare a fare posto all'insediamento turistico.
Sono situazioni queste che non paventano atteggiamenti in contrasto con la legge, il costruttore possiede tutte le carte in regola per svolgere il proprio lavoro, i permessi e le leggi che hanno tolto tutti i vincoli paesaggistici esistenti giustificano questi comportamenti. Non ne è convinto Marino Rizzati, responsabile di Legambiente locale che ancora una volta tenta l'azione disperata di interrompere l'avanzamento dei lavori con l'ennesimo esposto alla magistratura e ai carabinieri.
C'e' da dire comunque che la situazione è più ingarbugliata di quanto sembri tra codici e cavilli vari. E' vero che il vincolo paesaggistico non tutela la vegetazione circostante ma è altrettanto vero che l'ambiente dunoso presente nel perimetro indicato dai lavori potrebbe indicare nuove e importanti vincoli tutelativi.
Non è certo compito di chi scrive giungere a conclusioni per altro difficili già per gli stessi addetti ai lavori, interpellati in gran numero da tutte le realtà coinvolte dal contenzioso, ma è comunque possibile una serena e pacata opinione. Lo faccio dalle pagine del web, che so essere un luogo molto frequentato non solo dai turisti (bontà loro) che individuano nelle informazioni pubblicate in questo luogo mediatico un valido mezzo per conoscere le iniziative in essere del territorio, ma anche per gli stessi comacchiesi che non disdegnano questi ...bit.

Un tratto più vicino al mare, più vicino al centro o in qualsiasi altra parte dei 7 lidi che non comprometta il già risicato verde pro capite a disposizione della nostra collettività. Le grandi conquiste sono figlie di comportamenti a volte dissennati e imprevedibili, questa richiesta potrebbe rispettare in questo senso entrambe le situazioni. “Utilizzare le festività per comunicare a tutti che sono state individuate alternative edilizie che non incidono né su Via Giorgione né, nei pressi della chiesetta del Lido Estensi (altra pineta a rischio) sarebbe non solo indicato per il periodo, (a Natale il buonismo dilaga) ma a favore del territorio, delle persone che oltre a comprare appartamenti possano vivere immersi nelle nostre spiagge, pensando ai loro acquisti come un bene che nel tempo possa rivalutarsi perché inserito in una collettività che cresce a misura d'uomo e non di businness, sarebbe bello. E' la classica scoperta dell'acqua calda, me ne rendo conto, questo messaggio, credetemi, comunque serve a stimolare la fantasia dei nostri amministratori. Al grido del "Re nudo" mi auguro che altri si accoderanno rendendo queste folli proposte più sensate e forse un domani percorribili.
Qui si parla di investimenti (tanti) di persone che credono nello sviluppo turistico di Comacchio, a loro sia riconosciuto il massimo rispetto, anzi ci auguriamo che questi comportamenti possano essere replicati in futuro con altrettanto slancio. Lungi da noi individuare chi, in questo periodo per altro tutt'altro che facile per gli investimenti si propone per qualificare l'offerta turistica come "il problema". L'attenzione deve essere rivolta alle istituzioni, a coloro che applicano le leggi e che talvolta mettono mano al tanto chiacchierato piano regolatore per modificare la genetica dei nostri spazi. La frittata è fatta, diamo segnali di cambiamento, parliamo di nuovi giardini e perchè no, di spostare gli alberi senza abbattere questi prodotti della natura. I mezzi per togliere la nomia a Comacchio di territorio votato al sacrificio edilizio possono essere attivati, basta volere e cambiare le regole di questo gioco usurato e non più compatibile con la qualità del nostro habitat, è possibile.

Con altrettanta veemenza chiedo a nome dei tanti che si stanno battendo per evitare una mattanza vegetale che ormai sembra certa, che le persone indicate a gestire il nostro comune a partire dal prossimo Marzo, si attivino per studiare le modalità che possano consentire una crescita compatibile non solo con gli affari, ma soprattutto per l'uomo, per i bambini che di certo avrebbero apprezzato poter giocare in questo ambiente adeguatamente strutturato.. |